Anche nelle imprese americane la burocrazia si fa sentire molto

Un bell’articolo di Fred Buzzeo del Von Mises Institute, storico baluardo del liberalismo e della Scuola Austriaca d’Economia.

E ci fa capire che il costo della burocrazia non c’e’ solo in Italia, ma che tutto il mondo e’ paese. Certo, una posizione forte e super-liberale, ma nei prossimi anche saremo costretti a far nostre alcune di queste istanze.

Se ascoltiamo la maggior parte degli economisti, ci viene detto che la recessione è finita e che siamo in un periodo di ripresa. Infatti il National Bureau of Economic Research (NBER), la voce ufficiale su questo problema, ci dice che la ripresa è iniziata nel giugno 2009.

Fortunatamente, la maggior parte degli americani ha voluto guardare oltre questo velo di illusioni. Per esempio, un recente sondaggio del New York Times/CBS indica che gli americani stanno diventando sempre più delusi dalle performance dell’economia degli Stati Uniti. Un sorprendente 70% degli intervistati ha detto che il paese si sta muovendo nella direzione sbagliata.

C’è ora un attacco in corso al sistema di libera impresa che per più di un secolo ha reso gli Stati Uniti la più grande potenza economia della storia. Trilioni di dollari sono stati spesi facendo “pump-priming (intervento dello Stato destinato a provocare con la spesa pubblica un incremento degli investimenti privati, suscitando un’ondata iniziale di fiducia, ndt)” sull’economia degli Stati Uniti. In più la Federal Reserve ha inondato l’economia degli Stati Uniti con denaro gratis che deruberà gli americani del potere d’acquisto sui loro dollari guadagnati. Ironicamente, tutto questo interventismo è mirato a “stabilizzare” il mercato ed a ridurre la disoccupazione.

Ma cosa ha ottenuto tutto questo interventismo? Non molto. Il tasso di disoccupazione resta ostinatamente alto, oltre il 9%. In più, l’indice U6 — una misura ampia della disoccupazione che tiene conto della sottoccupazione e dei lavoratori scoraggiati — è quasi al 16%. Mentre vengono rilasciati i numeri dell’occupazione, diventa sempre più chiaro che la crescita del lavoro è anemica.

Quindi, cosa sta causando questa “ripresa” senza lavori?

Per rispondere a questa domanda dobbiamo guardare alla condizione (difficile) delle piccole imprese. Le piccole imprese negli Stati Uniti sono il motore principale per la crescita del lavoro. Ma quando la recessione è peggiorata nel 2009, il 60% di tutti i lavori persi erano nel settore delle piccole imprese.[Scarica il PDF] Ad oggi le piccole imprese non si sono riprese.

Infatti, dal 2009 al 2010, gli imprenditori hanno avviato meno nuove attività in più di un decennio, secondo il Bureau of Labor Statistics. Se la posizione finanziaria delle piccole imprese non migliora, non miglioreranno nemmeno i dati della disoccupazione. Pertanto è necessario capire costa sta mantenendo le piccole imprese depresse. Perché c’è una mancanza di formazione di capitale in questo settore vitale dell’economia?

 

L’Importanza delle Piccole Imprese

La Small Business Administration definisce una piccola impresa come uno stabilimento che impiega meno di 500 persone. In realtà, la maggior parte delle piccole imprese ne impiega molte meno. Tante piccole imprese hanno pochi impiegati ed un buon numero di loro opera semplicemente a casa del proprietario.

Tuttavia le statistiche riguardanti i contributi delle piccole imprese nella salute generale dell’economia sono sbalorditivi. Negli ultimi 15 anni le piccole imprese hanno prodotto il 64% dei nuovi lavori negli Stati Uniti. Pagano inoltre i salari del 44% di tutti coloro che lavorano nel settore privato. Inoltre le piccole imprese creano più della metà del prodotto interno lordo (PIL) dei privati non agricoli. Nel 2007 le piccole imprese hanno prodotto poco più del 30% del valore esportato conosciuto.

Le piccole imprese sono la spina dorsale dell’economia degli Stati Uniti. Molte nuove idee sono generate dalle persone che lavorano nelle piccole imprese. Per sempio, la Microsoft e la Apple una volta erano delle piccole imprese. Lo stesso vale per Sam Walton, che prese in prestito denaro da un parente per aprire un negozio in Rogers, Arkansas e da lì rivoluzionò il commercio al dettaglio.

E’ ovvio sin dal principio che le piccole imprese svolgono una funzione di incubatrice in base a cui le idee sono sviluppate e testate in un piccolo ambiente e poi, se di successo, introdotte in un mercato più ampio.

Le piccole imprese forniscono molta dell’occupazione per la forza lavoro poco qualificata. Guardate agli architetti dei paesaggi, agli imprenditori edili ed ai camerieri, e scoprirete la maggior parte dei lavori non qualificati. Le piccole imprese permettono ai lavoratori un apprendistato sul campo di lavoro per acquisire un possibile avanzamento verso un’occupazione più qualificata.

I proprietari di piccole imprese foniscono inoltre servizi di cui molti di noi hanno bisogno. Compriamo generi alimentari, ci tagliamo i capelli e ceniamo fuori in luoghi tutti gestiti da proprietari di piccole imprese. Come faremmo senza l’architetto del paesaggio, il tizio della piscina e l’elettricista?

Incertezza di Mercato

Le politiche perseguite da Washington stanno causando squilibri nel mercato. Questi squilibri stanno annebbiando la comunità finanziaria con incertezza, che è il più grande danno alla crescita e all’espansione delle piccole imprese.

La maggior parte dei proprietari delle piccole imprese e dei venture capitalist sono incerti sul dove l’economia stia andando. La spesa è fuori controllo, i deficit di bilancio sono di biliardi di dollari ed il risultato di una politica inflazionistica da parte della Federal Reserve sta iniziando a mostrarsi nei prezzi delle merci. Tutta questa sconsideratezza non induce i proprietari di piccole imprese ad aprire i portafogli ed investire in attività economiche che genereranno nuovi lavori.

C’è anche incertezza riguardo l’ambiente regolatorio. Le persone non investono per “distribuire ricchezza” in giro; investono per trarre profitti. Gli investitori non reagiscono bene quando si parla di “trasformare radicalmente gli Stati Uniti d’America”.

Difatti c’è stata più intrusione del governo nel mercato durante gli ultimi anni rispetto a quando c’erano i programmi della Great Society. Abbiamo zar economici, assicurazioni sanitarie nazionali e possesso del governo de facto sulle industrie.

La seguente dichiarazione detta da Raymond J. Keating, capo economista del Small Business and Entrepreneurship Council, riassume la situazione molto bene:

Per la maggior parte, gli imprenditori vogliono che i dirigenti federali impongano una leggera tassazione ed un leggero impianto regolatorio, continuino a spendere sotto controllo, mantengano una bassa inflazione o altrimenti si tolgano dai piedi così gli imprenditori e gli investimenti possano crescere vigorosi. […] Finché i dirigenti federali non si muovono verso una direzione a favore di imprenditori e della crescita, la maggior parte dei possessori di piccole imprese affronteranno grande incertezza.

William Dunkelberg, un economista del National Federation of Independent Business, lo dice anche meglio: “C’è semplicemente un’enorme quantità di incertezza. E quando si è incerti, non si fanno scommesse.”

E con questa incertezza, non c’è espansione della produzione — un requisito per creare opportunità d’impiegao. Perché prendersi il rischio?

 

Mancanza di Finanziamenti

Secondo il membro del consiglio della Federal Reserve Elizabeth Duke, sette su dieci proprietari di piccole imprese usano risparmi personali per avviare o espandere le loro attività. Non hanno il beneficio di essere “troppo grandi per fallire”. Pertanto, non vengono inondati di denaro da parte dei pianificatori di governo spaventati da un collasso sistemico affinché venga migliorata la loro posizione rispetto alla liquidità.

Infatti questi proprietari di piccole imprese sono coloro che si prendono i maggiori rischi. Se hanno successo, possono trarre un profitto sostanziale. Tuttavia se falliscono, tutta la loro ricchezza accumulata può essere distrutta. Molti di loro lasciano lavori sicuri per seguire le proprie ambizioni. Sono le vestigia degli accaniti individualisti che un tempo trasformarono gli Stati Uniti da una società agraria alla prima potenza economica del mondo.

L’attuale recessione (o dovrei essere politicamente corretto e dire la passata recessione?) ha distrutto un enorme quantità di ricchezza personale negli Stati Uniti. Pertanto, c’è meno denaro disponibile per l’espansione delle piccole imprese.

A causa delle incertezze elencate sopra, molti venture capitalist — l’ancora di salvezza finanziaria dei proprietari delle piccole imprese — siedono sulle linee laterali. In questa economia, la maggior parte degli investimenti non vale semplicemente il rischio.

Quando una fonte così vitale di finanziamento finisce, il proprietario della piccola impresa si deve rivolgere al sistema bancario. Le banche vengono inondate di denaro dal governo con l’infusione nelle loro casse delle vostre tasse. Ma le banche stanno prestando? La risposta a questa domanda è un fragoroso no.

Il prestito bancario alle piccole imprese è ai minimi sin dal 2008. Solo nel primo quadrimestre di quest’anno è stato giù di $15 miliardi! Le banche stanno semplicemente sedute sul denaro malgrado i salvataggi dei contribuenti — un fulgido esempio di capitalismo clientelare.

Il Fardello della Regolamentazione

Essendo io il proprietario di una piccola impresa, vi posso dire che il fardello della regolazione è travolgente. Aggiunge un costo significativo alla gestione di un’attività, e questo costo è spesso impossibile da quantificare all’inizio.

Una volta fui multato per un significativo ammontare di denaro per non aver messo balle di fieno lungo una proprietà portuale durante la demolizione di una piccola casa. Lo scopo, mi venne detto, era di impedire che qualsiasi parte del terreno fosse piombata nell’acqua. Ero un pò confuso, perché l’intera superficie della proprietà era di calcestruzzo! Fortunatamente, dati i fatti, la multa mi venne ridotta di molto, ma ancora incorsi in una quantità sufficiente di tariffe legali non necessarie.

Attualmente i commercianti al dettaglio in California sono sotto un attacco legale per aver fallito nel fornire posti a sedere, come richiesto da una legge statale sul lavoro, per impiegati il cui lavoro richiede di stare in piedi per la maggior parte del giorno. Secondo il procuratore, qualsiasi impiegato può intentare causa in questo ambito anche se non faceva parte della parte lesa. C’è qualche dubbio sul perché le attività stanno volando via dalla California?

E’ comico ripetere l’esperienza di un piccolo imprenditore edile che ricevette la visita di un ispettore OSHA:

Egli [l’imprenditore] disse che l’ispettore scrisse diverse citazioni. La prima cosa che gli disse fu che la sua impalcatura non era ben equilibrata. […] [Egli] tirò fuori la sua livella e la mise sull’impalcatura per mostrare che l’impalcatura fosse equilibrata. […] [L’] Ispettore prese nota della marca della livella, come se ci potesse essere qualcosa di sbagliato nella sua attrezzatura. […] Egli disse che le avrebbe lasciato libertà di camminare sull’impalcatura, ma lei declinò l’offerta e disse che soffriva di vertigini.

Sfortunatamente, queste ostruzioni sono all’ordine del giorno per i proprietari di piccole imprese. E sebbene siano comiche, sono dispendiose e scomode da affrontare. Le multe pagate per coprire queste violazioni senza senso si potrebbero benissimo aggiungere al denaro per ingaggiare un impiegato in più.

Secondo gli economisti della Lafayette University, per attività con meno di 19 impiegati, il solo costo per conformarsi alle regole federali è di $10,585 a lavoratore. Aggiungete a ciò il costo dell’adeguamento ai requisiti municipali e statali, ed il carico della regolamentazione sarà chiaro. Poi aggiungete il costo per conformarsi alle tasse, e ci si potrebbe iniziare a chiedere se non abbia più senso girare gli hamburger al fast food locale!

Conclusione

L’importanza delle piccole imprese per l’economia degli Stati Uniti è determinante. Senza una formazione incrementata di capitale in questo settore, non vedremo la significativa crescita dei lavori necessaria a far diminuire i numeri della disoccupazione.

Potremmo, ovviamente, semplicemente mettere tutti i disoccupati a libro paga del governo. O suppongo potremmo seguire il consiglio di Mr. Keynes e lasciare che il Tesoro riempia le bottiglie di banconote, le seppellisca ad una profondità appropriata e lasciare che le imprese private le vadano a ricercare.

Ciò sicuramente allevierebbe la disoccupazione nel breve termine. Ma quale dislocazione economica causerebbe questa politica nel lungo termine? Per rispondere a questa domanda, basta guardare alla disastrosa performance dell’economia degli Stati Uniti negli anni sessanta e settanta.

Pertanto, c’è solo un modo sicuro per curare la disoccupazione: ripristinare la guida imprenditoriale alleviando la condizione (difficile) delle piccole imprese. Ciò può essere fatto ripristinando semplicemente la fiducia nel mercato. Budget bilanciati, spesa ridotta e ridotta regolamentazione forniranno la strada per raggiungere questo scopo. Ciò allevierà molto l’incertezza fornendo un segnale per cui una politica economica sensata è ancora una volta lo scopo dei dirigenti.

Un atteggiamento pro-business deve essere ripristinato. Gli imprenditori sono i veri eroi della storia americana. Sono loro che si prendono i rischi e ci forniscono le necessità della vita di ogni giorno. Sfortunatamente, sono attualmente tassati e regolati fino allo stremo.

Traduzione di Johnny Cloaca per Rischio Calcolato – www.rischiocalcolato.it