La BCE non aiuta i Bond italiani acquistandoli ma al contrario ci danneggia

Non e’ un concetto semplice quello che abbiamo espresso nel titolo e anche noi c’abbiamo messo un po’ a capirlo, siamo sinceri :-))

Lo semplifichiamo al massimo prima di postare l’articolo completo preso dal blog dell’Economist e tradotto dall’eccezionale Voci Dall’Estero. In pratica, sempre secondo l’Economist, esiste un livello intermedio in cui, se ci fosse veramente incertezza sulla solvibilita’ da parte dell’Italia (o della Grecia, fa lo stesso) gli acquisti dei titoli italiani si fermerebbero e quindi i rendimenti automaticamente andrebbero in calo. (Vedi zona grigia dell’immagine sottostante).

Non essendoci il dubbio sulla solvibilita’ di una controparte per l’acquisto, gli acquirenti potenziali di titoli italiani continuano nelle loro azioni e spingono il costo dell’acquisto (e quindi il tasso d’interesse) ad un livello PIU’ ALTO rispetto a quello che accadrebbe se avessero dubbi sulla controparte.

Speriamo d’esserci spiegati e postiamo il resto dell’articolo.

I rendimenti dei titoli obbligazionari Italiani sono in aumento. Le agenzie di rating si preoccupano che i più alti rendimenti rendano il debito Italiano insostenibile. Tagliano il rating delle obbligazioni Italiane. L’Italia promette di ridurre il deficit (cioè vendere meno obbligazioni). La crescita italiana soffre. Gli investitori temono che questo renda il debito Italiano meno sostenibile ai tassi di interesse correnti. La domanda di obbligazioni italiane cade, i rendimenti salgono. Avete il quadro.
Ma in caso contrario, guardate questo grafico. Per gentile concessione della Bank Credit Analyst, illustra bene il dilemma dei debiti sovrani della periferia dell’eurozona. In tempi normali (parte superiore del grafico), la domanda delle obbligazioni italiane è inclinata negativamente. Mentre i prezzi cadono (e aumentano i rendimenti), la domanda sale. Ma a un certo punto, rendimenti più elevati mettono in discussione la solvibilità dell’Italia, e la domanda di fatto cade. In questa zona di vulnerabilità, la curva di domanda è crescente. Solo una volta che i prezzi delle obbligazioni Italiane cadono in territorio di crisi, presumibilmente a livelli molto più bassi di deficit e di PIL, la curva riprende la sua forma normale.
La possibilità di attacchi speculativi confonde la differenza tra liquidità e solvibilità. Di conseguenza, non ci può essere un unico singolo “equilibrio” per i rendimenti del debito. Piuttosto, i mercati del debito possono essere soggetti a equilibri multipli … In un tale contesto, gli spostamenti dei costi di finanziamento possono portare a un’ampia variazione delle possibili traiettorie del rapporto debito/PIL nel corso del tempo, che porta ad esacerbare l’ansia del mercato. Di fronte a tali equilibri multipli, è responsabilità di una banca centrale garantire che il “buon” (cioè a basso rendimento) equilibrio sia raggiunto. Il fatto che la BCE abbia ancora da comprendere questa lezione è sconcertante.