Sardex Moneta Complementare in Sardegna ecco come funziona

Il nuovo libro di Daniel Tarozzi racconta di un’esperienza – nata in Sardegna dieci anni fa ma diffusasi anche nel resto d’Italia attraverso circuiti come Venetex – che delinea un’alternativa possibile alle regole che governano i meccanismi di erogazione del credito. Un’esperienza basata su un investimento in fiducia reciproca tra soggetti economici – piccole e medie imprese – che, cooperando all’interno di un comune circuito creditizio alternativo, riescono a crescere oltre e contro il sistema economico e monetario dominante.

«Un sistema – scrive Loretta Napoleoni nell’introduzione al libro – in cui la liquidità è fagocitata dalla finanza che la usa per comprare titoli facendone gravitare il valore. Mai come oggi abbiamo avuto tanta liquidità sul mercato mondiale e mai così poca è stata messa a disposizione della media e piccola impresa. Sardex fa esattamente il contrario. Evita quella distorsione abolendo il tasso di interesse e introducendo nell’equazione del credito la reputazione del creditore all’interno di una comunità locale».

SARDEX QUINDI non è soltanto una moneta. È in sostanza un circuito di mutuo soccorso creditizio tra aziende medie e piccole in un determinato ambito locale. Più precisamente Sardex è: 1) il nome della camera di compensazione che gestisce il circuito e che dà continuità e coerenza al gioco delle transazioni (a fare questo è una vera e propria società, la Sardex spa); 2) il nome del circuito stesso al quale le imprese chiedono di aderire; 3) il nome dell’unità di conto utilizzata per i crediti. «Un sistema che si distingue – spiega Tarozzi – per mancanza di interessi, non convertibilità e non accumulabilità». Fuori, quindi, da qualsiasi possibilità di utilizzo speculativo e dentro, invece, a una logica che punta soltanto a sostenere le attività produttive delle imprese aderenti al circuito.

MOLTO CHIARO L’ESEMPIO di come funziona Sardex proposto da Tarozzi nel libro: «Immaginiamo un’azienda tipo, ad esempio un albergo con dieci stanze. Immaginiamo che, a causa della crisi economica, l’albergatore si trovi con due stanze che restano sempre vuote. Se si iscrive al circuito Sardex, l’albergatore può cedere quelle due stanze in cambio di crediti Sardex. Con questi crediti potrà acquistare alcune delle materie prime o dei prodotti necessari alla sua struttura». Per questa via, «le stanze affittate in Sardex si trasformano in prodotti per la colazione, oltre che in detersivi, e gli euro sborsati dalla struttura diminuiscono. Il fornitore dell’albergo, aderente a Sardex, a sua volta ha ottenuto un nuovo cliente. L’albergatore, infatti, da quando accetta i Sardex, è spinto ad acquistare da fornitori aderenti al circuito, e quindi locali. Il fornitore che ha aumentato le proprie vendite ottenendo in cambio crediti Sardex a sua volta sarà spinto ad acquistare parte dei suoi prodotti utilizzando questa unità di conto». Sempre nel nostro esempio, sottolinea Tarozzi, «diciamo che si tratta di un negoziante anche lui aderente al circuito, che, con i nuovi Sardex, decide di comprare il latte da un produttore locale sempre aderente a Sardex, anziché da una multinazionale. A questo punto, il produttore di latte si trova con una ricchezza aggiunta in Sardex e decide di concedersi una meritata vacanza. Dove? Ovviamente dall’albergatore iniziale, che gli offre una stanza in crediti Sardex. Ed ecco che il circuito è chiuso. I saldi in questo modo si azzerano, la moneta scompare, ma la ricchezza prodotta attraverso questi scambi rimane».

RICCHEZZA PRODOTTA attraverso un sistema creditizio che alle correnti regole speculative sostituisce la mutualità, la cooperazione tra imprese medie e piccole in un ambito la cui dimensione locale rende possibile tra gli operatori economici una relazione diretta fondata sulla reciproca fiducia. Questo è Sardex.